Random Image
Pietro GrecoSala gremita al Liceo majorana, venerdì 10 ottobre. Oltre 130 partecipanti, studenti e docenti del Majorana e una nutrita rappresentanza del Liceo Classico Gualterio, hanno partecipato all'incontro che dà l'avvio ufficiale alle attività di OrvietoScienza 2015. In un caldo pomeriggio di un’estate che non vuol finire, al termine di una settimana di lezione, in un preludio di agognato week end di riposo, gli studenti hanno scelto di mangiare un panino, partecipare all’incontro e ritornare a casa verso sera.
Beh! è stato un grande grido che voleva dire CI SIAMO!
Sicuramente il fascino di un relatore eccezionale come Pietro Greco, noto giornalista scientifico, scrittore, docente alla SISSA di Trieste e alla Sapienza di Roma in master di comunicazione scientifica, conduttore storico di RadioTre Scienza, che ha tenuto nella Sala Audiovisivi del Liceo ben due seminari, ha rappresentato un eccezionale motivazione.
venerdi_pomeriggioLe tematiche toccate hanno offerto una ricca serie di stimoli su cui gli studenti lavoreranno nei prossimi mesi per approfondire i diversi temi e arrivare all'appuntamento di fine febbraio pronti a presentare i risultati.
Greco ha mostrato come il concetto di tempo si sia evoluto attraverso l'arte, la filosofia, e in particolare la scienza. Qui da un lato abbiamo la biologia, dove il tempo riveste un ruolo creativo: non avremmo evoluzione senza tempo, anche se dobbiamo stare attenti a non cadere nel tranello di una visione “progressista” dell'evoluzione darwiniana. Pietro Greco ha ricordato la visione di Stephen J. Gould, di una evoluzione che procede per accidenti congelati, risposte di adattamento a situazioni contingenti, in cui il dipanarsi delle soluzioni è irreversibile, e fondamentalmente indeterminato. Dall'altro lato abbiamo la progressiva destrutturazione del tempo in fisica, dove partendo dal tempo assoluto di Newton che, insieme allo spazio, fa da contenitore immutabile per gli eventi materiali, con Einstein diventa dapprima qualcosa di elastico e definito solo in relazione a un dato osservatore, in seguito addirittura scorre in una certa regione in un modo che è influenzato dagli oggetti materiali che lì si trovano, e infine si arriva alla sua definitiva scomparsa al livello più fondamentale! Il tempo diventa per le teorie contemporanee della fisica un puro fenomeno emergente in una natura che non lo contempla come costituente fondamentale...
Nel secondo seminario, Greco ha mostrato come l'investimento nella ricerca scientifica sia uno dei principali motori dell'economia. Ricordando il programma che il consigliere Vannivar Bush aveva preparato per Roosvelt, e che poi Eisenhower ha fatto suo, Greco ha auspicato che il nostro paese si decida a riprendere la strada abbandonata ormai 50 anni fa: senza ricerca di base, senza cioè la ricerca “curiosity driven”, che può essere finanziata solo dallo Stato, che non guarda al risultato certo e veloce, non si ha innovazione e non si partecipa delle ricadute tecnologiche, che significano tra le altre cose anche creazione di occupazione.
Un triste declino sta vivendo il nostro paese e i giovani devono essere i primi a richiedere un cambiamento.
L'innovazione è sempre partita dall'arte, dalla filosofia o dalla ricerca pura, anche quella che cerca di capire la natura ultima del tempo o di scoprire il bosone di Higgs.
Ed è proprio una ricerca pura per eccellenza, quella della fisica astroparticellare, che la farà da padrona a OrvietoScienza 2015, che vedrà la partecipazione dei massimi vertici dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e di tanti altri ricercatori dell'INFN che verranno a Orvieto direttamente dal CERN per riportarci le ultime novità degli esperimenti che stanno portando avanti a LHC. In questo grande anello sotteraneo di 27 km, dove i protoni viaggiano quasi alla velocità della luce per poi collidere e creare altre particelle, è da poco stato scoperto il bosone di Higgs, ma l'avventura continua: i fisici che animeranno OrvietoScienza 2015 stanno ancora cercando  nuove risposte alle domande fondamentali in fisica.

Sala gremita al Liceo majorana, venerdì 10 ottobre. Oltre 130 partecipanti, studenti e docenti del Majorana e una nutrita rappresentanza del Liceo Classico Gualterio, hanno partecipato all'incontro che dà l'avvio ufficiale alle attività di OrvietoScienza 2015.

 

In un caldo pomeriggio di un’estate che non vuol finire, al termine di una settimana di lezione, in un preludio di agognato week end di riposo, gli studenti hanno scelto di mangiare un panino, partecipare all’incontro e ritornare a casa verso sera.

Beh! è stato un grande grido che voleva dire CI SIAMO!

Sicuramente il fascino di un relatore eccezionale come Pietro Greco, noto giornalista scientifico, scrittore, docente alla SISSA di Trieste e alla Sapienza di Roma in master di comunicazione scientifica, conduttore storico di RadioTre Scienza, che ha tenuto nella Sala Audiovisivi del Liceo ben due seminari, ha rappresentato un eccezionale motivazione.

Le tematiche toccate hanno offerto una ricca serie di stimoli su cui gli studenti lavoreranno nei prossimi mesi per approfondire i diversi temi e arrivare all'appuntamento di fine febbraio pronti a presentare i risultati.

Greco ha mostrato come il concetto di tempo si sia evoluto attraverso l'arte, la filosofia, e in particolare la scienza. Qui da un lato abbiamo la biologia, dove il tempo riveste un ruolo creativo: non avremmo evoluzione senza tempo, anche se dobbiamo stare attenti a non cadere nel tranello di una visione “progressista” dell'evoluzione darwiniana. Pietro Greco ha ricordato la visione di Stephen J. Gould, di una evoluzione che procede per accidenti congelati, risposte di adattamento a situazioni contingenti, in cui il dipanarsi delle soluzioni è irreversibile, e fondamentalmente indeterminato. Dall'altro lato abbiamo la progressiva destrutturazione del tempo in fisica, dove partendo dal tempo assoluto di Newton che, insieme allo spazio, fa da contenitore immutabile per gli eventi materiali, con Einstein diventa dapprima qualcosa di elastico e definito solo in relazione a un dato osservatore, in seguito addirittura scorre in una certa regione in un modo che è influenzato dagli oggetti materiali che lì si trovano, e infine si arriva alla sua definitiva scomparsa al livello più fondamentale! Il tempo diventa per le teorie contemporanee della fisica un puro fenomeno emergente in una natura che non lo contempla come costituente fondamentale...

Nel secondo seminario, Greco ha mostrato come l'investimento nella ricerca scientifica sia uno dei principali motori dell'economia. Ricordando il programma che il consigliere Vannivar Bush aveva preparato per Roosvelt, e che poi Eisenhower ha fatto suo, Greco ha auspicato che il nostro paese si decida a riprendere la strada abbandonata ormai 50 anni fa: senza ricerca di base, senza cioè la ricerca “curiosity driven”, che può essere finanziata solo dallo Stato, che non guarda al risultato certo e veloce, non si ha innovazione e non si partecipa delle ricadute tecnologiche, che significano tra le altre cose anche creazione di occupazione.

Un triste declino sta vivendo il nostro paese e i giovani devono essere i primi a richiedere un cambiamento.

L'innovazione è sempre partita dall'arte, dalla filosofia o dalla ricerca pura, anche quella che cerca di capire la natura ultima del tempo o di scoprire il bosone di Higgs.

Ed è proprio una ricerca pura per eccellenza, quella della fisica astroparticellare, che la farà da padrona a OrvietoScienza 2015, che vedrà la partecipazione dei massimi vertici dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e di tanti ricercatori che verranno direttamente dal CERN per riportarci le ultime novità degli esperimenti che stanno portando avanti a LHC, il grande anello sotteraneo di 27 km dove i protoni viaggiano quasi alla velocità della luce per poi scontrarsi e produrre, dopo il bosone di Higgs, forse, presto, nuove risposte alle domande fondamentali in fisica.