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EYON_airportDavid Chiappini, 4S2
Un nuovo, esaltante progetto Comenius sta prendendo forma sotto i nostri occhi: nome in codice EYON - European Youth Online Network.
In breve, una rete di blog di diverse scuole europee (e non solo: la Ahlcon International School di New Delhi , India, ha partecipato, come ospite, ai lavori), finalizzata alla formazione di sinergie fra istituti superiori anche molto lontani. EYON_pptPer riuscire nell’impresa è stato necessario trovare risorse e le idee giuste. Ed è proprio per mettere assieme idee e persone che circa 70 studenti e 30 docenti,provenienti da 15 scuole di sette paesi diversi, si sono incontrati la settimana scorsa,dal 13 al 17 presso la Europaschule di Colonia,per decidere le modalità di gestione dei blog, cosa pubblicare e con quale veste grafica.  I sei studenti delle classi quarte del nostro liceo, accompagnati dai professori Carmelo Vecchio, coordinatore Comenius, e Massimo Mosca, sono (letteralmente!) volati da Orvieto a Colonia (o Koeln, come si dice in tedesco) per poter partecipare a questo Workshop.  Alessia Anselmi, Sara Canali, Mattia Lattanzi, Damiano Vinciarelli, Andrea Grechi ed il modestissimo autore di questo aricolo (leggasi "me") sono stati i "prescelti".

 

"Siamo partiti con una grande curiosità e voglia di fare, sebbene non avessimo ancora chiaro come si sarebbero svolte concretamente le varie attività a cui avremmo partecipato, visto che il work plan sarebbe stato presentato all’apertura dei lavori: ci siamo affidati molto alle nostre speranze, e devo dire che ci hanno ripagato."
Damiano Vinciarelli

EYON_allAnzitutto, la scuola. L'Europaschule Koeln è una scuola a tempo pieno, nella quale gli alunni (e, per tre giorni, pure noi!) passano otto ore al giorno, intervallate da un paio di pause "ricreazione" e una pausa pranzo. Poiché gli studenti passano tutto questo tempo a scuola, l'edificio è più simile ad una scuola americana, con ampi spazi comuni(anche i biliardini!), armadietti personali, e la mensa.  Le otto ore rese disponibili dal tempo pieno le abbiamo utilizzate discutendo sui vari aspetti del progetto, usando le tecnologie informatiche (ogni studente lavorava ad un PC) senza farci mancare (fortunatamente) i momenti di socializzazione.

"Non si è trattato solo di discutere di particolari prettamente tecnici riguardanti il progetto, ma è diventata un'occasione per entrare in contatto con realtà e culture diverse, per condividere sensazioni ed emozioni, per imparare che un gruppo coeso, anche attraverso l’apprendimento collaborativo, è in grado di superare qualsiasi barriera ed incomprensione."
Sara Canali

 Anche le serate, dedicate in parte alla visita del centro storico,dei suoi scorci e monumenti, in parte alla socializzazione nell'ostello dove eravamo alloggiati (assieme agli studenti tedeschi, polacchi, ungheresi, finlandesi,spagnoli, indiani... e ad altri di una scuola di Treviso) hanno contribuito a rendere questa esperienza indimenticabile per tutti noi. Lasciatemelo dire, sono stati cinque giorni vissuti intensamente: le ore si sono susseguite con una tale rapidità che tornati a casa non capivamo se questo sogno (tale è stato!) stava per cominciare o era appena finito.  Una volta ritornati al “Majorana”, ci siamo subito rimessi al lavoro: coordinati dal Prof. Vecchio abbiamo creato una "redazione",attribuito compiti e funzioni, scelto gli argomenti dei nostri articoli nel rispetto di quanto deciso durante i lavori di Colonia (“youth culture”), attivata la procedura per formare un pubblico di lettori.  Le prossime tappe: Essen (Germania), Halikko (Finlandia), Warsaw (Polonia), Eger (Ungheria),Treviso (Italia).

Il sogno continua.